Le manie di Ninfa – Parte 8

festa di compleanno

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Passarono due settimane da quella notte di quel violento incontro con Gaetano, il suo ex. Ninfa è cambiata. Ha rinunciato a tutte le sue pazze uscite. Ha rinunciato completamente al sesso. Perché ogni volta che ci ripensa, pensa a quanto si sia sentita vulnerabile, violata, indifesa quella maledetta notte.

Il sesso non le appare più come quel piacevole appagamento di un desiderio che poi svanisce. Adesso quel desiderio le sembra come un demone, pronto a portare lei a fare azioni scellerate, come il ritrovarsi sola in piena notte per la città, o peggio ancora azioni crudeli agli. Quasi odia il suo corpo, odia essere così desiderabile. Ora le sembra che il mondo intero voglia prendersi “una fetta di lei”.

Vorrebbe solo stare a casa, tranquilla, a studiare. Ma questa sera deve uscire, è stata invitata al compleanno di una sua amica e non può non andare. Così suo malgrado si prepara, non si trucca, abiti assolutamente non provocanti, insomma qualcosa di semplice e va. Eppure non sortisce l’effetto desiderato, sembra lei la protagonista di quella serata, tutti i ragazzi hanno occhi solo per lei, provano a parlarle, ma senza successo. Li respinge tutti. Più avanti nella serata, i tentativi si fanno sempre più molesti, ragazzi ubriachi che conoscendo un po’ le dicerie su Ninfa, iniziano a provarci senza pudore “Ciao bambolina, vuoi essere scopata?”, “Che belle bocce!”, “Lo vuoi in bocca? Andiamo di là” e persino qualcuno che le da una distrazzata al culo. Ninfa non ne può più, abbandona la festa. Ma non l’abbandona da sola. C’è una figura che la segue, ma lei non se ne accorge, prosegue a piedi, imperterrita, verso casa propria. Tutto a un tratto quella losca figura la raggiunge, la prende per una spalla ed esclama “Ciao! Ti sono mancato?”. Era proprio lui, era Gaetano, la sua grossa paura si era avverata. Stava per succedere di nuovo e con una violenza ancora maggiore, perchè subito afferra il suo vestitino all’altezza del seno e ne strappa via un’intera parte, lasciandola con mezzo petto di fuori, una mammella, coperta da un reggiseno di pizzo nero, che riempiva benissimo, fuori, mezza in mostra, tremante, per la paura di ciò che sarebbe successo.

Perchè quella notte Ninfa ha un salvatore. “Amico, lasciala in pace!” – “E tu chi cazzo sei?” esclamò Gaetano, spingendolo via, la reazione dell’altro fu immediata: un pugno ben assestato sul naso che lo mette subito al tappeto. Lo sconosciuto poi trascina via da lì Ninfa, sorreggendola con un braccio lungo il suo fianco. A Ninfa non era mai piaciuta la violenza, ma quel gesto adesso le sembrava così eroico e adesso c’era quella bellissima sensazione, di protezione, la sua calda mano sul suo fianco, il suo braccio che le corre lungo la schiena, si sente al sicuro. “Io sono Marco e mi dispiace per tutto quello che è successo”. Ninfa non riesce a parlare, si limita ad ascoltare. “Ho visto come ti guardava a quella festa e l’ho visto lasciarla subito dopo che te ne eri andata, mi sono insospettito, mi sembrava una cosa folle, ma a quanto pare ho fatto bene”.

Ninfa continua a guardare la strada davanti a sé, mentre cammina verso casa col suo salvatore. Marco capisce quanto turbata sia, così cambia completamente argomento, inizia a parlare del più e del meno, riesce addirittura a farla sorridere. Giunti a destinazione, lei si limita ad un timido grazie e rivela il suo nome, poi scivola dentro casa sua. Non ha ancora metabolizzato tutto quello che è appena successo. È disgustata per quello che era pronto a rifarle Gaetano, ma ha questa strana sensazione, come se la serata dopotutto sia stata positiva, vista la nuova conoscenza. Marco le aveva fatto una così buona impressione e non solo per il gesto, ma anche perché era proprio un bel ragazzo. Ma Ninfa ormai non sembra più quella di una volta, nessun bollore nelle mutandine solo per aver visto un bel ragazzo, esausta crolla sul divano.

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